La storia della biblioteca di Alessandria

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La Biblioteca di Alessandria ha origini molto antiche. Essa infatti fu opera dei Tolomei e in particolare di Tolomeo I. Egli diede l’ordine di costruire la Biblioteca di Alessandria, nel III Secolo a.C.. In quel momento, infatti, aveva in mente un progetto particolarmente arduo cioè quello di custodire tutta la sapienza umana, rendendo così questo posto un fiore all’occhiello nonché la culla della cultura dei paesi del Mediterraneo.

L’idea iniziale era quella di conservare le nozioni attraverso la scrittura e raccogliere in veri e propri volumi partendo dall’Antica Grecia con le celeberrime opere di Aristotele.

La realtà però fu molto diversa. Infatti, fu solo Tolomeo a capire quanto fosse utile conservare il sapere, cristallizzandolo, non solo per i colti del tempo ma soprattutto per tramandarlo intatto alle generazioni future.

Anche se fino ad allora la conservazione dei testi veniva comunque effettuato, esso era riservato solo agli scribi o ai sacerdoti che avevano le competenze adeguate, con pergamene e papiri.
Tolomeo prese ispirazione dalla biblioteca aristotelica, infatti, fu proprio un greco a collaborare con lui per realizzare questo progetto. L’idea era quella di mettere a disposizione tutti i testi per un pubblico molto più vasto, infatti si credeva già allora nel forte potere della cultura, dunque si voleva arrivare a istruire il popolo rendendolo saggio e sapiente.

La Biblioteca di Alessandria era molto estesa e presentava una struttura che comprendeva al suo interno anche un museo. Essa era situata nell’area che ospitava il Palazzo dell’Imperatore.
Nel museo venivano custodite per lo più le critiche alle opere presenti nella biblioteca. La crescita della popolarità di questa magnifica struttura andava di pari passo con l’aumento delle raccolte, non solo quelle classiche greche ma anche le più moderne pseudo scientifiche.

Il nome del primo custode, nonché bibliotecario fu Zenodoto di Efeso, in seguito a lui successe un poeta molto famoso ancora oggi cioè Callimaco, il quale ebbe la grande idea dell’inserimento di un apposito catalogo per trovare le opere da leggere e studiare, infatti, il numero delle raccolte presenti era sempre più vasto.

Alessandria grazie a questa struttura divenne una vera e propria culla per la cultura classica, infatti divenne una tappa fissa per tutti i poeti e gli scienziati del tempo.
Durante il corso degli anni, questo suggestivo luogo, fu cornice di numerosi incendi e ricostruzioni. Il primo avvenne nel 48 a.C., sotto l’impero di Giulio Cesare. Fonti ufficiali sostengono che, solo una parte dei testi conservati andò bruciata durante un tragico incendio.

Il secondo evento che portò alla parziale distruzione della biblioteca fu l’attacco di Aureliano contro la regina Zenobia di Palmira del 270 d.C. In quell’occasione, gli scontri portarono alla distruzione dell’intero quartiere in cui aveva sede la biblioteca.

Purtroppo la gloria di questo posto era destinata a decadere, infatti con l’avvento dei romani venne incendiata per la terza volta un’area della biblioteca, per poi susseguirsi tutta una serie di saccheggi e danni dolosi fino alla totale distruzione dopo il 300 d.C. da parte dei turchi.

Nel 391 d.C., infatti, fu emanato l’editto dell’imperatore romano Teodosio I, il quale stabilì la distruzione di quella che veniva chiamata saggezza pagana custodita e promulgata dai testi.
I resti della biblioteca poi si sono conservati nel tempo, nonostante l’incendio abbia avuto notevole importanza, in quanto alimentato dai volumi stessi. Nonostante la distruzione è rimasta nel tempo, nell’immaginario collettivo, l’idea di questo luogo come culla della cultura.

Nel 2002 è stata inaugurata una nuova biblioteca. La costruzione di essa è stata gestita da architetti di tutto il mondo che hanno saputo creare una miscela tra classico e moderno, tradizione e prospettiva per il futuro, per dare a questo luogo finalmente la vita che merita.

Negli anni si sono anche susseguite diverse teorie e leggende sulla distruzione di questo luogo che sembra aver acquisito una connotazione mistica.